CATENA CINETICA

Il concetto di catena cinetica ci fa comprendere i meccanismi con i quali si compiono gesti atletici complessi o attività di tutti i giorni.

Una volta compresi questi meccanismi si possono comprendere e correggere i disturbi di malfunzionamento della catena cinetica, dovuti ad infortuni ma anche a un sovraccarico ripetuto, come può avvenire nello sport e nei soggetti che pur non sportivi eseguono attività ripetitive per lungo tempo.

La catena cinetica si definisce come una sequenza coordinata di attivazione, mobilizzazione e stabilizzazione dei segmenti corporei per produrre una attività dinamica.

Movimenti atletici dinamici e complessi, quali quello del servizio nel Tennis, nella schiacciata nella Palla a Volo o anche il semplice gesto di alzare la mano per raggiungere un oggetto in alto, sono eseguiti grazie ad una complessa serie di movimenti articolari interdipendenti e di attivazioni muscolari che avvengono durante tutte le fasi di tali movimenti.

Tale processo è chiamato appunto catena cinetica.

I segmenti del corpo possono essere descritti secondo il modello di Hanavan come una sequenza di ossa con articolazioni agli estremi.

Il concetto di sviluppo di forze sequenziali attraverso i segmenti della catena cinetica rappresenta il miglior contesto per comprendere le dinamiche coinvolte nelle attività atletiche.

La maggior parte delle forze richieste per lanciare una palla è sviluppata nelle gambe e nel tronco sotto forma di catena cinetica chiusa.

La forza viene canalizzata attraverso il complesso scapolomerale, usando una sequenza biomeccanica di catena cinetica chiusa, e viene infine trasferita al braccio.

Nel caso ad esempio di un lancio del baseball, alla racchetta nel caso del Tennis o alla testa del bastone, nel caso del Golf. I piedi sono ben piantati sul terreno massimizzando le forze di reazione dal terreno e creando una base stabile. La rotazione e contro rotazione del bacino e del tronco sviluppano forze dal terreno, che sono trasferite sequenzialmente attraverso il tronco al braccio. Nel caso del colpo nel Golf, le gambe, il tronco e il Core sono i generatori di potenza, mentre le braccia, agendo come una estensione del tronco, dirigono le forze attraverso il piano di movimento alla palla.

Una efficiente catena cinetica atletica è caratterizzata da tre componenti:

  1. Anatomia ottimale (forza, flessibilità e generazione di potenza).
  2. Ben sviluppate specifiche capacità e schemi motori.
  3. Generazione sequenziale di forze correttamente distribuite attraverso i movimenti che risultano nelle funzione atletica richiesta.

La performance atletica dipende da una corretta funzione della catena cinetica come una unità, una ottimizzazione dei singoli componenti ed una appropriata coordinazione dei singoli segmenti.

Quella che è una progressione tipica da seguire allo scopo di assicurare ad ogni segmento una attivazione ottimale è la seguente 1) acquisire una buona flessibilità di tutti i segmenti coinvolti 2) attuare una stabilità e forza del Core 3) facilitare gli anelli essenziali della catena cinetica mediante l’attivazione sequenziale 4) utilizzare una sequenza di esercizi in catena cinetica chiusa e quindi aperta 5) lavorare su piani multipli 6) forza e controllo del Core ben presenti.

Devono coesistere tre componenti: anatomia ottimale, ben sviluppati schemi motori e una generazione sequenziale di forze. Fra queste componenti quella centrale è l’esistenza di una anatomia ottimizzata. Un deficit nei tessuti anatomici che compromette i vari segmenti può causare alterazione dei carichi e delle forze, il che può comportare aumento del rischio di infortuni.