Lo studio è apparso sulla rivista Physical Therapy e ha seguito un gruppo di pazienti affetti da Parkinson che hanno svolto un periodo di dodici settimane di allenamento di boxe.

Sono stati paragonati con un gruppo che non ha svolto attività fisica.

Sono stati eseguiti vari test codificati per il Parkinson prima dell’inizio del programma di allenamento. Il protocollo prevedeva esercizi di riscaldamento, flessioni, saltelli, quindi lavoro con il trainer di scambio di colpi, colpi al sacco pesante e alla pera.

Al termine del periodo i test sono stati ripetuti e hanno mostrato miglioramento dei soggetti allenati rispetto al gruppo di controllo.

I pazienti hanno mostrato miglioramento nell’equilibrio, nella stabilità, nella deambulazione, nella coordinazione occhio-mano e in genere nella qualità della vita quotidiana.

Il miglioramento si è mantenuto per sei mesi dalla conclusione del training.

Si conferma quindi che l’esercizio è neuroprotettivo e la boxe aggiunge un carattere ludico/competitivo all’attività motoria che certamente aiuta il paziente dal punto di vista emotivo.

 

Fonte: Stephanie A. Combs et All. – Physical Therapy – Vol. 91, Number 1